"Il giovedì per me è una giornata di cielo, per cui nulla mi nega il Signore di quanto gli chiedo"
Suor. Elia di San Clemente
Il restare in intima orazione con Gesù, come insegna la santa madre Teresa d'Avila, di cui segue le orme, rivela a Elia di San Clemente, giorno per giorno, nuove verità. La giovane carmelitana se ne rende conto e scrive con gratitudine, il 24 febbraio 1923:"Mio dolce Signore come si vedono diverse le cose al chiarore Divino e come si comprende profondamente questa verità e che a nulla valgono le lodi umane e l'anima è tale quale dinanzi al Vostro cospetto..."

Il Buon Gesù stringendo l'anima al suo Divin Cuore le fa sentire i palpiti ardenti del Suo amore e le comunica l'arsura che lo tormenta, da farlo esclamare "sitio". O mio unico amore, la Vostra sete è sete di anime, ebbene concedete a questa povera mia di condurvene un numero infinito...
Il 22 febbraio 1923 Suor Elia scriveva:"Possedere mille cuori per ardentemente amare il buon Gesù, e mille lingue per cantare le Sue infinite misericordie"
Dagli scritti della B. Elia:"Gesù mi è sempre vicino, mi conosce bene e sa che io l'amo anche senza che io glielo dica. Mi segue dovunque io vada, senza stancarsi, mi pensa sempre, mi ama! E quest'immenso amore che mi porta, me lo dice tutto il creato e tutto ciò che mi circonda".Andiamo oltre la bellezza di questo passo, attualizziamolo con un documento del Magistero della Chiesa, l'enciclica di papa Francesco "Laudato si",leggiamo il n. 12 in cui il Papa scrive: